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Archivio per la Storia delle Donne

Vol. VII

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Pagine: 270

Collana: Archivio per la Storia delle Donne

ISBN: 978-88-6124-234-0

Prezzo: € 26,00

Confezione: Brossura

A cura di: Adriana Valerio

Editore: Il pozzo di Giacobbe

Editoriale di Adriana Valerio

Se dovessi dare un titolo a questo VII volume dell’Archivio, sceglierei “lo Spazio delle Donne”, indicando per spazio i luoghi che noi abitiamo con il corpo e con la mente e per donne le modalità con le quali il soggetto femminile quegli spazi occupa.

Vi è uno spazio metaforico, quello che alcune donne inquiete, nella ricerca di una propria identità religiosa, vorrebbero conquistare; sono i casi di donne “ribalde e vagadonde”, di cui ci parla Paolo Fontana, inquisite dai tribunali ecclesiastici di Genova in età moderna: donne che esprimono ora ribellione, ora dissenso, ora malessere, anelando tutte a un ubi consistam che riconsegni loro un orizzonte di senso nel quale riconoscersi.

Vi è lo spazio apparentemente chiuso dei chiostri, dei quali ci dà testimonianza Elena Taddia attraverso le carte di un processo, intentato a una conversa genovese nel 1736, dove «il monastero ci appare come un luogo oscuro, con erranze notturne, intrusioni nelle camere altrui, paure, chiavistelli che girano, sussurri, “voci velate” e grida, scambi segreti di libri di cui non si conosce neppure il reale contenuto, furti atti a sopire golosità ed effimeri possessi».

Anche la casa, spazio per eccellenza di identità femminile, diviene, attraverso i ricordi di Enrichetta Carafa D’Andria studiati da Marcella Varriale, il luogo dove custodire le memorie della famiglia, preservare l’onore parentale e trasmettere alle future generazioni racconti di vita e valori, in questo caso patriottici, che altrimenti cadrebbero nell’oblio.

I due saggi di Diane Yvonne Ghirardo e Andrea Faoro ci riconsegnano gli spazi ideati e occupati da alcune donne nella città di Ferrara. Attraverso l’inedita e sorprendente attività imprenditoriale di Lucrezia Borgia, impegnata in vasti progetti architettonici, la Ghirardo mette in evidenza le capacità commerciali della nobildonna, intenta ad attuare uno dei primi programmi di bonifica e sfruttamento intensivo di aree paludose realizzatisi in Italia: un recupero di spazi sottratti alla morte e riconsegnati alla vita e alla produttività. Andrea Faoro ricostruisce, invece, mediante la ricerca della topografia storica e l’archeologia dei paesaggi, gli insediamenti delle comunità terziarie a Ferrara, facendo emergere in questo modo «i tratti distintivi dei vari gruppi […] la molteplicità di esperienze, atteggiamenti e aspirazioni racchiusi nella sfera dei terzi ordini femminili».

La riproposizione della leggenda di Remingarda proposta da Maria Grazia de Ruggiero offre, infine, la visione dello spazio quale elemento simbolico di una religiosità umile che ricerca il contatto con il divino attraverso forme di devozione suscitatrici di speranza rispetto alla durezza del quotidiano.

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Fondazione Pasquale Valerio per la Storia delle Donne - Vico Luperano, 7 - 80135 - Napoli - NA - Italia
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