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Archivio per la Storia delle Donne

vol. IV

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Pagine: 283

Collana: Archivio per la Storia delle Donne

ISBN: 978-88-6124-034-6

Prezzo: € 26,00

Confezione: Brossura

A cura di: Adriana Valerio

Editore: Il pozzo di Giacobbe

Editoriale di Adriana Valerio

Questo numero dell’Archivio intende offrire, attraverso l’utilizzo e la presentazione di fonti poco usuali, l’approccio ad una serie di tematiche relative all’ambito religioso.

Nel ricostruire la storia delle Francescane Missionarie di Assisi, fondate nel 1701 dal frate minore Giuseppe Antonio Marcheselli e dalla terziaria francescana Angela Maria del Giglio, Lucia Nespoli (Angela del Giglio e le sue Figlie: una storia che continua) si avvale dei necrologi, per la prima volta pubblicati integralmente. Attraverso tali fonti è stato possibile delineare profili di donne che, a partire dal Settecento, hanno contribuito alla realizzazione della comunità umbra, la cui spiritualità, legata al Terz’Ordine francescano, ha saputo coniugare l’austero stile di vita ad un’innovativa attività con il mondo esterno volta all’educazione delle ragazze.

Negli ultimi anni le Biblioteche dei monasteri sono diventate oggetto di particolare interesse da parte degli studiosi giacché consentono, attraverso la ricostruzione del loro delinearsi in quanto struttura, nonché la raccolta dei dati relativi ai contenuti dei documenti in esse custoditi, di ripercorrere le fila che collegano la storia del libro e della sua diffusione alla qualità della formazione culturale presente nel monastero, oltre che agli indirizzi spirituali intrapresi. Si veda il caso della Biblioteca delle benedettine di S. Pietro di Ostuni, in Puglia, monastero fondato nella prima metà del XVI secolo, il cui Fondo Antico è stato catalogato da Maria Grazia Barnaba. Attraverso la pubblicazione del catalogo delle opere più significative (187 sono le unità presenti di cui 28 secentine e 159 settecentine) è possibile tracciare un quadro delle diverse influenze esercitate all’interno del monastero (la presenza gesuitica, innanzitutto), nonché ricavare ulteriori notizie sulla circolazione in Italia Meridionale di un testo discusso come “La Mistica Città di Dio” della spagnola Maria d’Agreda.

Discorso a parte è l’intervento di Mario Gaglione, che apre un Dibattito sui più recenti studi relativi alla basilica e al monastero doppio di S. Chiara. Fondato a Napoli nel XIII secolo dalla regina Sancia d’Aragona Majorca, esso resta uno dei più importanti esempi di epoca angioina, non ultimo per la “funzione regale” che esercitò in quanto sacrario della dinastia francese. Con particolare acribia, Gaglione entra nel merito delle questioni (data di fondazione, cronologia dei lavori, influenze esercitate dalla spiritualità francescana sul progetto di realizzazione della basilica) mettendo a confronto le fonti archivisticho-letterarie con quelle iconografiche e riflettendo anche sulle peculiarità architettoniche della basilica; un confronto che consente nuove riflessioni intorno al rapporto, ancoro poco studiato, spiritualità – liturgia – assetto strutturale.

La sezione “Senza frontiere”, dedicata a documentazioni provenienti da paesi stranieri, ci introduce alla conoscenza di Maria Stanković, donna laica della prima metà del Novecento assai attiva nel movimento cattolico femminile croato (Gott ist Freude. Das Erbe der Marica Stanković). Nel 1938 la Stanković fonda a Zagabria l’istituto secolare “Le collaboratrici di Cristo Re” (Suradnice Krista Krolja), che non avrà vita facile, a partire dal 1945, sotto il regime comunista. Alla stessa fondatrice toccherà l’esperienza del campo di concentramento. Attraverso le opere della Stanković, qui illustrate in lingua tedesca dalla croata Rebeka Anic, abbiamo la possibilità di conoscere il pensiero della donna che, pur nella esperienza di una condizione sociale e politica particolarmente drammatica dovuta alla guerra e al regime totalitario, sostiene con forza l’idea di un cristianesimo in quanto “religione della gioia”, perché “Dio è gioia” e “la vita à bella”. Al disorientamento e alla mancanza di valori della società, la nostra croata risponde con una proposta di impegno cristiano serrato e fattivo. Il ruolo delle donne, nonostante il pensiero della Stanković si inserisca nelle linee dell’antropologia tradizionale cattolica, si rivela fondamentale per la crescita umana della società e della chiesa.

La Theoposie di cui si occupa Lucia Ventura rappresenta una modalità nuova di parlare di Dio elaborata, all’indomani del secondo conflitto mondiale, dalla teologa luterana Dorothee Sölle. Attraverso le sue poesie, alcune delle quali inedite per l’Italia e qui riprodotte e tradotte, ella vuole rendere nuova l’esperienza di Dio attraverso l’uso di un linguaggio che è frutto di amore, bellezza e libertà, un linguaggio non poggiato sul piano argomentativo quanto, piuttosto, narrativo. Un linguaggio che è anche politico, perché attraverso di esso le donne possono riconoscere la propria alienazione per imparare a emanciparsi e soprattutto a dirsi.

Chiudono il volume la notizia dell’apertura di un Fondo librario specializzato sulla Scrittura Femminile presso la Biblioteca Arcivescovile di Brindisi, da parte della sua direttrice, dott.ssa Katiuscia Di Rocco, e la recensione ricca di spunti della studiosa Genoveffa Palumbo al primo volume I luoghi della Memoria. Istituti religiosi femminili a Napoli dal IV al XVI secolo, Napoli 2006.

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Fondazione Pasquale Valerio per la Storia delle Donne - Vico Luperano, 7 - 80135 - Napoli - NA - Italia
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